| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

 Totò Schillaci 

di Pietro Giancristiano, 11 Settembre 2020

Salvatore Schillaci è nato a Palermo nel dicembre 1964. Per coloro che lo hanno visto giocare ai Mondiali 1990 in Italia divenne Totò Schillaci, che insieme alla nazionale italiana rese le notti di quell’estate magiche.


L'inizio a Messina


Partiamo dagli inizi del Toto palermitano. Crebbe nelle giovanili dell’Amat Palermo ma ironicamente non debuttó tra i professionisti nel Palermo ma nella città di Messina. Fu ingaggiato dal Messina appena diciottenne in serie C2 nel 1982 e tre anni dopo riuscirà ad ottenere la promozione con i siciliani in serie B contribuendo con 11 gol.

In serie B con i messinesi guidati da Franco Scoglio ottenne 36 presenze tra campionato e coppa Italia con solo 5 gol. Quell'annata fu particolare per la doppia operazione a entrambi i menischi, ma nonostante tutto il Messina continuò a puntare su di lui anche nella stagione seguente, e venne ripagato da Totò, che a fine stagione avrà 42 presenze, 15 gol e si piazzerà a metà classifica. 

Sulla panchina del Messina, nella stagione 88/89 arriva Zdenek Zeman, con cui la squadra non migliora la posizione in classifica infatti il Messina si posizionó anche quella stagione a metà classifica, ma per Toto l’arrivo del Boemo fu una manna dal cielo. A fine stagione Schillaci avrà in cascina 25 gol in 39 partite, che gli valsero il titolo di capocannoniere di B.


Totò alla Juventus


La dirigenza della Juventus notó questo miglioramento e lo acquisto dal Messina. Sotto la guida di Mister Zoff divenne subito titolare dell’attacco bianconero.

In quella stagione vinse il suo primo trofeo nazionale, infatti la Juventus ebbe la meglio sul Milan in finale di coppa Italia. 

Vinse anche a livello internazionale segnando due gol in una finale tutta italiana contro la Fiorentina. 

La Juventus arrivó terza dietro al Napoli di Maradona e al Milan, e a fine stagione Totò contava 50 presenza tra tutte le competizioni e ben 21 gol e 4 assist (segnava per la Juventus ogni due partite).



1990 un'annata magica


Quella stagione Totò conobbe anche la sensazione meravigliosa di segnare ad un mondiale di calcio, un'emozione intensa, se si pensa che fu protagonista in quel Mondiale del 1990 giocato in Italia. 

Vicini lo convocò nella rosa per i mondiali di casa, ma non lo vedeva titolare. Per lui i titolari erano Vialli e Carnevale. 

La partita di debutto contro l’Austria fu una partita difficile da sbloccare, ma Vicini al 75esimo buttó Totò in campo, che lo ripaga. Finí infatti 1-0 col suo gol vittoria. 

Schillaci continua il suo trend stagionale e Vicini lo mette titolare contro Cssr e dopo neanche dieci minuti porta in vantaggio l’Italia, la gara terminó con la vittoria per 2-0, l’altro marcatore è Roberto Baggio.

Contro l’Uruguay Vicini li rimandó in campo entrambi e ad inizio del secondo tempo fu  ancora Totò che sblocca per l’Italia. Tre gol in quattro partite ai mondiali, Non male per il messinese!

Vicini visto il trend positivo li rimette dall’inizio nei quarti contro l’Irlanda. Partita ostica ma al 38esimo Totò realizzó il suo quarto gol nel torneo. 

L’entusiasmo in Italia divampó, divenne il Totò nazionale. L'Italia dopo anni era di nuovo in una semifinale di un mondiale, e il fatto che si trattasse del mondiale di casa lo rendeva ancora più esaltante. 

In semifinale ci aspettava l’Argentina, e la cosa ironica fu che quella gara si disputó allo stadio San Paolo, casa di Maradona. 

Con Vialli e Schillaci in campo dopo poco gli azzurri passano in vantaggio, fu ancora Totò a segnare realizzando il suo quinto gol nel torneo. Ad inizio secondo tempo Caniggia riagguanta il pari per gli argentini. 

Finirà ai rigori, dove l’Italia pagherà dazio, in finale ci andó L'Argentina contro la Germania. L'Italia giocó la finale per il terzo posto e l'ottenne contro l’Inghilterra con i gol del magnifico duo Baggio-Schillaci.



Dalla Juventus all’Inter e infine in Giappone


La stagioni 1990/1991 sulla panchina della Juventus arrivó Maifredi e come compagno di squadra Baggio, così si riformó la coppia che rese magica l’estate italiana. 

Totò non fu efficace come al solito e quella Juventus arrivó settima in classifica. Totò segnó solo 8 gol in 42 presenze. Bissó anche nella stagione 1990/1991 la prestazione fatta l'anno prima: 40 presenze e solo 7 gol. 

Con Trapattoni in panchina si separó dalla Juventus (dato l’arrivo in rosa di Vialli e Ravanelli) e fu venduto ai rivali dell’Inter. 

Da tifoso interista realizzò il suo sogno, ma anche quell'anno non riuscii a tornare ai suoi livelli, solo 7 gol e 4 assist in 23 partite arrivando secondo con quell'Inter dietro al Milan.

Nella sua ultima stagione in nerazzurro vide pochissimo il campo, fece solo 13 presenze in totale e 5 gol, e molto spesso mai convocato da Bagnoli. L'Inter in quel campionato arrivò 14esima.

Nel 1994 fu uno dei primi calciatori europei ad andare a giocare nel campionato del sol levante. Andò a giocare nel Iwata dove fece 93 presenze e 65 gol per poi ritirarsi nel 1996.


Totò verrà sempre ricordato per le notti magiche che ci fece vivere nel 1990. Ma anche perché non mollava un pallone e lottava sempre per la maglia che indossava.







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