| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |


Un Milan moderno e competitivo   

   di Tuccio2010,  11 Maggio 2020

La possibile ripresa dei campionati con il riscontro di alcuni positivi si è fatta ancora più delicata ed incerta. Non riuscendo a pianificare una precisa ripresa, la Serie A non fa altro che approntare eventuali calendari per la ripartenza, tutti diversi, a seconda della data prescelta per ricominciare. 

Alle ipotetiche date del 13 e 20 giugno, se ne aggiunge un'altra che prevede la ripartenza addirittura il 27 giugno.

È un calendario che prevede partite da disputarsi ogni 72 ore, e in tutti i giorni della settimana. Una affannosa corsa contro il tempo per portare a termine la stagione entro il 2 agosto e consentire alle Coppe Europee di ripartire per essere concluse. Intanto sono stati trovati giocatori positivi al covid-19 nella Sampdoria, nella Fiorentina, in Bundesliga e, a quanto pare anche al Milan.

Di sicuro ci saranno altre squadre con giocatori positivi, e non so come, e se si ripartirà. 

La sottosegretaria al ministero della salute, al contrario di Spadafora, è estremamente positiva. Staremo a vedere!

Per tanto torniamo al Milan e alla nuova idea di calcio di Gazidis: una squadra moderna ed europea.


Il Milan moderno ed europeo è quello del calcio d’avanguardia di Rangnick, che passa anche da una società affiatata, da un silenzio produttivo, da un progetto chiaro e ben definito e dal rispetto dei ruoli.

Bisogna ripartire con una mentalità diversa, dimostrando di avere capito la lezione, specialmente in questo momento senza precedenti. Solo   in questo modo si potrà riavere un Milan moderno ed europeo.

Grandissimo rispetto per Pioli, per il suo lavoro e per come dovrà affrontare questa ripresa in questo contesto. Questo clima di incertezza non giova a nessuno, e che il campionato si finisca o meno, si è arrivati a maggio e dato che a settembre  ricomincerà la nuova stagione bisogna, quindi, sapere adesso se si dovrà andare avanti con Pioli o si deve lavorare già con Rangnick per programmare la prossima campagna acquisti e cessioni.


Più passa il tempo e più Rangnick viene allo scoperto, ammettendo che Boban aveva ragione e che il contatto c’è stato. Rangnick ha parlato della trattativa con il Milan e che l'avventura gli piace, la società di contro non ha mai detto che non sarà lui l’allenatore del Milan da settembre 2020.

Rangnick è a un passo dall'accettare la panchina del Milan, di un Milan che sarà rivoluzionato, infatti, in questo lungo periodo i dirigenti del Milan hanno lavorato in silenzio, in “smart working”. 

Per tornare a vincere bisogna avere le idee chiare e sarà difficile tornare grandi in breve tempo se si lasciano partire i migliori.

Le idee sono: Szoboszlai promettente centrocampista ungherese del Salisburgo (circa 20 milioni), il centrocampista dell'Udinese Mandragora di proprietà della Juventus (circa 30 milioni) e l'attaccante del Real Madrid Jovic (40/50 milioni).

Altre idee un po' meno chiare, a causa della loro rapidità, sono i più stagionati Gotze e Thiago Silva: il Milan sta cercando di cambiare la tendenza delle squadre italiane poco rapide e veloci. L’arrivo di Rangnick al Milan dovrebbe rivoluzione la mentalità e il lavoro, introducendo un calcio rapido e un pressing costante.


Nessuno sa quando riprenderà il campionato, ma la prossima serie A cambierà sicuramente format passando a 18 squadre, e si adeguerà anche la serie B. Si parla di una B divisa in due gironi da 20, in modo da avere in futuro calendari più “umani”.

Sono d’accordo per la serie A a 18 squadre, meno  per la serie B praticamente a 40 squadre. Ci sono società di serie B che non potevano già sostenere prima gli alti costi, figuriamoci adesso dopo il codiv-19, per non parlare della serie C che io proporrei come campionato dilettantistico. 

I dilettanti invece della serie D si possono considerare professionisti perché nessuno di loro ha un lavoro extra calcio e in pratica giocano a calcio perché non trovano un lavoro.

Si deve capire che le cose sono radicalmente  cambiate e si deve rinnovare il nostro modo di intendere la vita. 


Per me 20 squadre in serie B bastano e piuttosto cambierei la formula della Coppa Italia, limitandola solo alle serie A e B, facendo giocare solo squadre che non partecipano alle competizioni europee.

Si avrebbe una prima parte a gironi con classifica e con partite di andata e ritorno, tipo i gironi delle Coppe Europee, in concomitanza con Champions e EL. Si potrebbe giocare il martedì la Champions, il mercoledì la Coppa Italia e il giovedì L'Europa League, mentre nella seconda parte le prime due di ogni girone passano e affrontano le 8 squadre che disputano per le Coppe, in un tabellone a eliminazione tipo tennis.

In questo modo si disputerebbero più partite e si darebbe maggiore interesse ai due campionati e alla stessa Coppa Italia, aprendo ai diritti TV in proporzione anche per la serie B.

La serie C dovrebbe restare a 3 gironi e la D (interregionale) a 9 gironi, per il resto bisognerà vedere quante società sopravvivranno e di conseguenza ogni comitato regionale organizzerà poi le serie e i gironi.

So che non si possono cambiare le regole in corso  ma siamo in uno stato di estrema emergenza!



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