| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |


Un Milan pieno di incertezze

   di Tuccio2010,  19 Marzo 2020

In questa terribile situazione sembra che più si vada avanti e più le società stiano pensando alla prossima stagione. Al Milan pare che per diversi motivi ogni giorno si rafforza sempre più la posizione di Pioli sulla panchina, e negli ultimi mesi dopo l'accordo con Rangnick, la stima di Gazidis e il suo apprezzamento per il lavoro di Pioli dentro e fuori dal campo è aumentata.

Gazidis ha apprezzando l’equilibrio tattico e l'approccio alle partite che Pioli ha saputo dare, oltre ad una certa abilità nella gestione dello spogliatoio. Non è detto che Rangnick arrivi al Milan come allenatore, anzi diventa sempre più probabile che assuma il ruolo di direttore tecnico, però il tedesco non è tanto convinto del progetto rossonero, nel quale non intravede le garanzie tecniche sufficienti.

Chi lo conosce lo definisce brillante e ambizioso, ha scoperto molti talenti, tra cui: Matip, Firmino, Naby Keita, Mané, Tyler Adams, Cunha, Forsberg, Upamecano, Haaland e Timo Werner Massimo. Potrebbe essere proprio questo, effettivamente, il suo ruolo più adatto, ma Gazidis fino ad oggi non ha scelto, credo fortemente che il ruolo di direttore tecnico gli calzi alla perfezione, perché il nostro calcio è difficile e lui come Guidolin sotto pressione va in difficoltà.


Oltre i dubbi sul futuro della dirigenza, su quello della panchina, e di Ibrahimovic tiene banco anche l'avvenire di Donnarumma, il suo contratto scade nel 2021, ma quest’anno deve essere rinnovato oppure ceduto, altrimenti andrà via a zero e non sarebbe un altro bel colpo.

Sono sicuro che non ci sarà nessuna eccezione e Gigio andrà sul mercato al migliore offerente e per questo in questi giorni i dirigenti (Moncada) stanno sondando il terreno per trovare l'eventuale sostituto. 

Per sostituire il portiere della nazionale, bisognerebbe pensare, almeno, all'attuale secondo portiere azzurro, Sirigu,  oppure Meret, terzo nelle gerarchie azzurre e senza tralasciare Musso.

Sirigu e Meret hanno entrambi per motivi diversi la possibilità di andare al Milan. Se Sirigu a 33 anni avesse la possibilità di chiudere la sua carriera al Milan, non la lascerebbe sfuggire. 

Attualmente guadagna meno di due milioni e rientrerebbe nei parametri, ma non nella filosofia di Gazidis per l'età, ma chissà se farebbe uno strappo. Potrebbe essere la chioccia per Plizzari, un talentuoso portiere ma non ancora pronto.

Per Sirigu spingevano Maldini e Ibrahimovic, ma ora che loro non ci saranno più, l’obiettivo immediato diventa Meret, a Napoli Gattuso non sembra prediligerlo e lo stesso Napoli sta pensando a Sirigu per il futuro. 

A questo punto l’equazione è semplice, Sirigu passa al Napoli liberando il 23enne Meret, che rientrerebbe nei parametri d’età e anche di ingaggio. Non si deve dimenticare che a Gattuso potrebbe piacere qualche suo ex pupillo, che farebbe da contropartita tecnica.


Si occuperà Rangnick come dirigente o come manager di mercato, un mercato dove per sua abitudine ha sempre puntato sui giovani di talento.  Per migliorare il Milan attuale servirebbero un terzino destro come Hernandez, un centrale di difesa (Upamecano), un paio di centrocampisti e un attaccante (vice Ibra). Non si deve però pensare che si possono spendere 50 milioni per un giocatore, come poteva possibilmente  spendere in altre società, come Schalche e Lipsia.

Cominciano ad uscire i primi nomi di giocatori che potrebbero interessare a Rangnick:  il centrale Ampadu, il terzino Mukiele, il mediano Haidara del Lipsia, Koch del Friburgo, Verschaeren dell’Anderlecht, Koopmeiners e Boadu dell’Az Alkmaar, David del Gent, Arp del Bayern Monaco, Isak del Real Sociedad, Osimhen del Lilla e Atal del Nizza. Tutti calciatori che non conosco, invece conosco Szoboszlai del Salisburgo e il terzino Ajer del Celtic.

Infine Pobega dopo la stagione positiva con il Pordenone ha già un sacco di richieste di mercato. il Milan sta monitorando la situazione con grande attenzione per valutare un suo rientro, oppure concedergli una stagione di adattamento ad un calcio di livello più alto con il Benevento.

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