| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

                              Un pareggio che non fa male  

                                               di Tuccio2010, 28 Novembre 2020

Il Milan torna in Europa, a Lille si presenta con qualche assenza, con il solito turnover e di nuovo senza Ibrahimovic.

La squadra ha già fatto a meno di lui in un altro paio di circostanze, ma non ha mai deluso e non ha mai perso, così come non lo ha fatto stavolta. Senza Ibrahimovic i rossoneri sono costretta a cambiare le loro caratteristiche di gioco, ma l’idea di calcio rimane sempre la stessa, perché tra i calciatori si è creato ormai un sentimento di appartenenza e anche se non c'è il loro punto di riferimento cambia poco.


Purtroppo fallisce il tentativo di sorpasso in classifica, ed il rimpianto è quello di avere subito ancora una volta un gol evitabilissimo, dopo avere sprecato la possibilità del raddoppio con un contropiede di Hauge. Sempre Hauge in maniera ancor più clamorosa, in superiorità numerica, ha tardato a servire Rebic tutto solo in area e pronto a battere a botta sicura. Che si può fare! Sono giovani e cresceranno!

La cosa importante è che il Milan abbia fatto una buona partita, ma se non fosse stato per l’ennesima distrazione si poteva definirla anche una "buonissima" partita. Peccato! Perché stavolta si è visto tutto un altro Milan rispetto all'andata e poi, viste le assenze e la situazione del girone la vittoria avrebbe reso più comodo il passaggio del turno. Andava bene il pareggio già alla vigilia, e anche se un po' stretto va bene anche adesso.


Quello che doveva darci questa partita era la conferma di un'identità di squadra anche senza Ibra, che ormai c’è.

Il Milan doveva dimostrare di essere squadra, di avere uno spirito di gruppo, di possedere il senso di partecipazione da parte di tutti, la voglia di aiutarsi uno con l’altro, di sentirsi tutti importanti e facenti parti di un progetto a lunga durata, e lo ha dimostrato.

Sicuramente non è stato un bel primo tempo, perché sono stati imprecisi, slegati, spesso si è sofferto il palleggio e il pressing del Lille, ma sono riusciti a costruire anche un paio di azioni. Ibrahimovic è un giocatore troppo importante per questa squadra, ma il gruppo è riuscito a sopperire comunque alla sua assenza mantenendo lo stesso spirito di squadra. La squadra ha gestito, pur senza brillare, una partita che tutto sommato ha portato un punto pesante in classifica. Peccato veramente per il risultato, che lascia qualche rimpianto.


In questa partita il Milan ha confermato che l’andata con il Lille è stato un momento di appagamento, che in un gruppo giovane ci può stare, e archiviato quell’episodio, la squadra ha continuato sulla sua strada. Le prestazioni con il Verona, il Napoli e ora con il Lille lo hanno dimostrato, senza dimenticare che questa squadra è in testa alla classifica di serie A, ed ha un’età media bassissima.

Addirittura contro il Lille, quando sono usciti anche Rebic e Calhanoglu, l’età media in campo sfiorava i 23 anni. Una squadra di ragazzi giovani, esuberanti e di qualità, con qualche elemento di esperienza come Kjaer, Ibra e Calhanoglu, che stanno dando grossissime soddisfazioni. Del resto in questi nove anni bui, non si è mai chiesto alla squadra di vincere sempre lo scudetto e a tutti i costi, ma di essere dignitosi, di stare lassú con Inter, Juventus, Roma, Napoli, Atalanta, Sassuolo e Lazio, proprio come quest’anno.

Lo scudetto poi lo vince solo una squadra, ma non si poteva continuare a sperare che qualcuno la davanti fallisse, per raccattare una partecipazione ai preliminari di Europa League. È bello vedere che il Milan sia una squadra giovane, che ha un futuro davanti e non una di quelle squadre senza futuro e senza anima degli ultimi nove anni. 


Penso però che se il Milan avesse avuto qualche allenatore migliore, in tutti questi anni avrebbe potuto dire la sua. Come due anni fa, per esempio, ma la squadra ha avuto sempre allenatori giovani, alle prime esperienze, che hanno fatto la gavetta al Milan, quando invece dovevano arrivare già sgamati. A proposito di gavetta, si aspetta con pazienza Tonali, lui deve fare il suo percorso e non si deve mettergli fretta, deve crescere con calma come ha fatto Bennacer. Anche lui proveniva da un ambiente diverso ed è cresciuto moltissimo.

Si deve guardare con fiducia al futuro, si ha solo l’obbligo di raggiungere un posto in Champions, poi tutto il resto è oro. Non avrebbe ovviamente senso buttare via tutti i sacrifici fatti e non passare il turno in Europa League, quindi si devono vincere le prossime due gare. Domani per il campionato c’è la Fiorentina, le partite cominciano ad essere troppo importanti. La Fiorentina ha intrapreso un nuovo corso con Prandelli e poi con loro gioca il difensore centrale che il Milan tanto desidera, si spera che la squadra  lo affascini e che a gennaio possa decidere di diventare un giocatore rossonero .


Con il difensore centrale, serve un mediano che faccia da vice Kessie e un vice Ibra, per rinforzare e completare l’organico. I nomi che circolano per l’attacco sono i soliti Jovic e Thuram. Il Celtic sta pensando di trasformare il prestito secco senza diritto o obbligo di riscatto di Laxalt, in acquisto a titolo definitivo. Bisogna chiaramente intavolare una nuova trattativa per la cessione, il Celtic inoltre ha Ajer che interessa ai rossoneri.


Un pensiero vola verso Maradona, ma credo che ogni parola davanti alla morte e all’immensità del campione sia solo retorica. Semplicemente Addio Diego.  







© 2016 Una Questione di Centimetri. Tutti i diritti riservati. Il sito è interamente ideato e realizzato da Ciro Ruotolo e Mario Bocchetti.

L'immagine di testata (così come quelle originali, ove specificato) sono opera e proprietà di Martina Sanzi.